|
16 febbraio 2007
...
| inviato da il 16/2/2007 alle 11:8 | |
3 gennaio 2007
[che vita, la vita]
E così sono cambiata. La Nadine di un tempo non esiste più. Mai avrei creduto di trascorrere nel mutamento. Mai avrei creduto di vedermi diversa, di non essere più la stessa, di conoscere il proprio passato e individuarlo in modo definito e morto. Di vedere quel che eri e sapere che non lo sarai più, mai più. E poter giudicare le azioni, le relazioni, le passioni da un altro piedistallo.
Un tempo idolatravo la morte, credevo che essa fosse la chiave di tutto. Il limite che permette al contenuto di avere importanza. La morte conferisce del tempo limitato, entro il quale ogni istante ha senso.
Oggi amo invece la vita eppure non riesco a viverla appieno. Per quanto mi sforzi, gioco soltanto con essa… la perdo, mi sfugge, la rincorro. La amo. La amo davvero e la desidero. La inseguo perché è veramente la cosa più importante che abbiamo. Ogni giorno è il nostro benedetto giorno, quel giorno che Dio ci ha dato per compiere qualcosa. Ogni giorno decidiamo se essere o non essere, se vivere o trascorrere, se amare o odiare.
Ogni giorno è il nostro maledetto giorno…
| inviato da il 3/1/2007 alle 14:23 | |
2 settembre 2006
"danza con me"
Crac. Rotto è il sistema della precedente abitudine. La forma sforma, collassa, da abominio diviene bollente magma.
Tu mi sorridi, impercettibile, la pulsazione del tuo cuore traballa e saltella. Piroetta dai, fallo! La tua essenza primordiale deve essere liberata…
Lasciati cullare dalle melodie d’un violino audace e danza, danza con me il nostro valzer. Il valzer della liberazione, della sublimazione e dell’amore.
Non avvinghiarti attorno alla stele della paura e del passato. Scopri le vie tralucenti del mio cuore, su… prendi quella strada e corri, apri quella porta ed entra in esso!
Vieni, la roccia s’è rotta per lasciarti il varco nel quale passare.
Sfumano le ore e le nostre candele si spengono. L’oscurità nella quale possiamo sperimentare una nuova e migliore forma di luce ci sta dando spazio. Il tempo scorre, i 7/8 sono diabolicamente veloci, ma io e te abbiamo frantumato l’orologio, le lancette sono spezzate e la musica per ballare continuerà eterna…
Dai solchi infernali del terreno non escono più fiamme, fumo ed esseri diabolici ma fiori, profumi ed angeli celestiali.
Le vie nerastre sono tracciate d’un rosa porpora che ci aiuterà a non smarrire l’orientamento verso la nostra nuova dimora.
La stanza è piccola, ma la nostra energia implodendo disturba la conformazione spaziale ed amplifica le pareti.
Siamo soli nel nostro universo…ricolmo di ansimanti respiri, sillabe tremanti, sguardi abissali e corpi attorcigliati.
Ora guardami. Collassa in me. Te lo concedo.. dimmi che anche tu lo vuoi…Su, dimmelo…
Silenzio… Gocce di futuro corrodono la vecchia corazza. Restiamo nudi, pronti per la nuova sperimentazione. Siamo cavalieri del domani.
Danza dai, danza con me ancora sovente il nostro indelebile valzer, ballalo e non opporti al volere della musica che qualcuno ci ha concesso.
Approfittane se questa volta il violino non si fermerà… stare fermi nella staticità d’una posa è simbolo di morte marmorea.
Su, danza! Ti prego… accanto a me… per mano percorreremo assieme le strade del destino, a passo di 4/4 silenti e dogmatici.
Guardami… i miei occhi ti bramano… ma non per una notte, per l’eterna fine del tempo..
Danza…
| inviato da il 2/9/2006 alle 16:59 | |
15 giugno 2006
[Il sole che muore]
[Il sole che muore]
Sui colli ambrati si cela il ponente è il mistero del sole a levante, che sbuca dal torrido oriente fiero, vecchio e possente. Esso rende la ragione alla luce, sol sfiorando, per vero, il truce... Ma dona anche un impotenza che si cela sott'una latenza: l'ombra funesta che sempre resta e non smette mai d'esser mesta cresce con sguardo mortale muore il sole, s'alza la notte -è l'irrazionale.
Nadine.
| inviato da il 15/6/2006 alle 23:35 | |
13 giugno 2006
[Maledetta scelta]
[Maledetta Scelta]*
Siam chiamati fra i molti ad esser come pochi, non stolti o forse più stolti poichè nella tela cademmo e il vento nella nostra vela soffiò lieve quella cruda sera togliendoci il fiato. Era la notte nera e il passo fra le reti incappò morì l'uomo, nacque il filosofo - e volò.
Volo duro e melanconico... bisgona avere nella mente un tarlo per scegliere una morte che è vita nella vita morta; un duro compito. Ora taci oh Filosofo.
*la migliore ma la peggiore.
| inviato da il 13/6/2006 alle 12:36 | |
12 marzo 2006
[Auguri di Buon Compleanno]
13/03/06
Per Antonella
L’incessante fluire del tempo è movimento che desta l’animo.
Per coloro che hanno riposto nella giovinezza e nella caducità il loro scopo di vita e le loro speranze, tale giorno è funesto.
Ma per chi vede nel domani e nella dinamicità del presente che cambia un continuo passo verso una conoscenza più profonda di sé, del mondo, dell’esistenza in quanto tale, il frenetico “tic-toc” non è crudele ma è la via che conduce alla saggezza.
Lo scorrere del tempo è necessario e noi, siamo esseri nel tempo…
In esso Viviamo con la speranza di non trascorrere.
Un augurio gentile perché il domani possa essere sempre migliore, carico di pace e serenità.
Con affetto, Nadine.
| inviato da il 12/3/2006 alle 11:33 | |
11 febbraio 2006
[sperando di non sperare nel domani]
"Sperando di non sperare nel domani"
Speranza, vascello sul quale si caricò una moltitudine sterminata d'esseri che scorsero la riscossione del malannoso presente nel domani, che per definizione stessa di nome non viene mai [il domani è sempre domani].
Per me è sempre oggi. E alla Montale la mia speranza è "un grido taciuto" che non è e non ha più motivo d'essere.
Non spero per dis-sperazione e perchè riporre un sogno, un bisogno, una necessità in quel +1 rispetto al dì odierno che verrà mi appare stolto.
Se oggi è primavera io pianto il mio seme poichè il gelo potrebbe tornare e non in un futuro ma nel cotale presente, oppure potrebbe anche non tornare alcuna cosa.
P.S.: Mi chiesero: << E se oggi non è primavera?>> Risposi: <<E' un'altra stagione, forse non così buona per ricercare "gli albicocchi in fiore" ma capace sicuramente d'altro.>>
Nadine T.
| inviato da il 11/2/2006 alle 16:34 | |
27 gennaio 2006
["non ciò che mi istruisce ma mi vivifica"]
Un dolore profondo. Una settimana agghiacciante. Un silenzio perpetuo. Solo lo stridore della carne addosso al muro, solo la lucentezza del sangue e la felicità di avere una motivazione fisica del pianto.
Solo questo, quando si è soli. Quando sei sola. Quando sono sola... Maledetta me stessa!
Quando si è soli oppure con un mondo. Ma quale mondo? Un emisfero di etnie che non è il mio, un guazzabuglio di stili e vite che non si corrodono col loro sé. E mi sfiancano con la loro avida parola, con la loro scarna figura, con il loro sicuro sorriso.
Ma tale è, Leibnizianamente, solo uno dei tanti mondi possibili. E io ne sono certa. Perché innanzi a me s’è spalancato un universo sublime, anzi, due universi. Il primo che già avevo in piccole gocce assaporato si chiama Jonathan ed il secondo, da poco conosciuto è Paolo.
Due ragazzi. Silenti e forse all’apparenza simili a tutti. Ebbene, in loro ho ritrovato l’umanità. Oh si, l’umano tepore che scalda l’anima, vivifica lo spirito e desta il dormiente…
Io, ora, rivivo. Un Grazie a Voi.
Con affetto, Nadine.
| inviato da il 27/1/2006 alle 23:8 | |
14 gennaio 2006
“ E’ Lui ”
Soave, tacito, lieve
lo sguardo d’amore…
non solo, ma il solo
che pulsa nel cuore,
un lento tormento
dello spirto calore.
Il magico fiele
che squarcia ‘l dolore
fa prender il volo
a un gradiente di bagliore
un filo di vento
porta il fulgore
- è lui, è l’amore.
Nadine.
| inviato da il 14/1/2006 alle 15:32 | |
6 gennaio 2006
[Vertigine]
Vertigine.
(dedicata a chi sa cosa significa)
L’uscita nello spazio aperto è disagio disumano della vertigine, il culmine della sofferenza, l’inversione dell’ “imbuto” che spalanca d’innanzi agli occhi di chi, per fortuna o purtroppo, s’è rovesciato e scosso, l’eterno ed immenso atrio del dolore libidinoso.
E’ scissione? E’ psicosi? O è filosofia? E’ tutto ciò…
In piedi, su punte di ballerina, su una spada affilata spersa nel cosmo. Sensazione d’angoscia!
Un punto d’appoggio, il peggiore fra tutti ma l’unico possibile… non v’è scelta, oppure c’è! Ed è qui che si staglia la differenza fra chi rimane e l’animo del filosofo. L’opportunità è il Tutto che si raggiunge solo col coraggio di buttarsi nel vuoto dopo la vile ed aspra sofferenza della posa.
“Partorirai con dolore” il tuo destino e lo spirito si dispiegherà lieve nell’immensità incommensurabile squarciando e fendendo la pazzia dalla follia filosofica e dalla filosofia folle.
| inviato da il 6/1/2006 alle 14:59 | |
|